Luigi Paternostro

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Storie e memorie di paese

Copertina Storie e Memorie di paeseSono pagine di accorata nostalgia e di rimpianto per Mormanno ove l’Autore ha trascorso momenti significativi e non brevi di vita e che ora, proprio perché meteco fiorentino, rivive con quella intensità sottolineata da un desiderio che sembra voler fermare il tempo che inesorabile e quasi irridente passa rapidamente tra albe e tramonti infuocati ridestando quasi una tristezza malinconica.


Da pag 5

A’ zìzza zìzza salàta!
  
Carnevale d’altri tempi!
Quando veniva Carnevale l’aria paesana, greve, cupa, gelida per quelle invernate che sono ormai un ricordo, si riempiva di fumi, di odori, sapori, sorrisi.
Quello che era stato l’amico e la preoccupazione dell’intera famiglia per una lunga estate e un altrettanto lungo autunno, aveva reso i favori ricevuti. Ora faceva bella mostra di sé su un tavolo operatorio circondato da tanta gente che con affilate lame lo selezionava senza nulla scartare.
Carnevale e maiale erano un binomio inscindibile e indispensabile a un momento particolare dell’esistenza in tempi di miseria.
Alla carne si univano anche le patate che acquistavano un sapore mai avuto e qualche pera sottaceto, vere gaddrarìzzi1 ancora dure e asprigne nonostante il bagno prolungato nel mycoderma e nell’alcool ossidato in acido.

Chi dominava la scena era però la salsiccia, la zìzza salàta.....

Piazza Umberto I, agosto 2011

Da pag 88

Vie di paese

In questo racconto appaiono personaggi che rievoco prima che sulla memoria cali l’oblio lene della faticosa vita verso il quale mi condurrà irreversibilmente la perdita dei neuroni, malgrado una costante e metodica ginnastica mentale.

Via Gaetano Ambrogio Rossi che oggi voglio percorrere, parte da Via De Callis e arriva all’estremità della Costa di và-sciu ove le case si fanno più rare fino a confinare con le mùr-ge che spuntano dal terreno tra ripidi strapiombi, tormentate dal vento che s’incanala tra il degradante fianco del monte e le pendici della Carpineta e che arrivano fino al Battendieri una volta più rumoroso .
Via G. Rossi non è famosa come la Via Pal, non è Via Merulana e neanche la fiorentina via del Corso.
Eppure è unica, singolare per essere ed essere stata parte della mia vita che vivo in questa stagione, tra sogni e ricordi. E vado, ripercorrendola com’era, quando ancora i pantaloni lunghi non erano parte del mio corredo....

scorcio

Da pag 102

Vie di paese - Via Dante Alighieri.

Nella toponomastica mormannese non poteva mancare il ricordo del Sommo Vate.
Tranne Roberto Benigni, oggi nessuno ne parla. Scomodo per tutti i politici, difficile per tanti orecchianti, considerato ina-datto ai tempi, viene liquidato con albagia e grossolana spoc-chia.
Non posso dimenticare quando, giovane liceale a Castrovil-lari, ascoltavo e gustavo le lezioni dantesche del mio impareggiabile maestro, prof. Gino (Luigi) Alberti, che con estrema puntigliosa e documentata perizia ci faceva assaporare non solo la storia della lingua, ma tutta l’umana vicenda narrata da Dante, trasportandoci in un Medio Evo vivo, crogiuolo di idee, sentimenti, avvenimenti che avrebbero determinato il futuro cammino dell’intera umanità.
La passione, sia quella letteraria che storico-politica, mi indurrebbe a parlarne a lungo. Non è questo l’assunto. Mi sia invece consentito riportare, avendo citato il liceo, una rara foto che mi vede insieme a tanti amici, molti dei quali guardano ormai il mondo da una nuova prospettiva e mi vedono ancora vessato e irriso da demoni di male.
Ma parliamo di Via Alighieri a Mormanno e rientriamo in un altro filone di ricordi e passeggiate retroattive per le vie di Paese negli ultimi settant’anni del secolo scorso.
Questa strada va dalla Piazza Umberto I, fino allo Scar-nàzzo, alla fine del quale si congiunge alla statale, tratto dell’antica e più nota 19 delle Calabrie....


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